Chapiteau dit des 'quatre premiers tons du plain-chant'
Descrizione
Chapiteau en calcaire micritique, dit des 'quatre premiers tons du plain-chant'. Il faisait partie de l'ensemble des huit chapiteaux qui couronnaient les colonnes de marbre du rond-point du choeur de l'abbatiale construite à partir de 1088. Chapiteau corinthisant orné de quatre personnages musiciens chacun dans une mandorle. Chaque personnage représente un ton du plain-chant. La bordure des quatre mandorles accueille une inscription qui indique un des tons du plain-chant. Le premier personnage est un homme assis jouant d'un instrument à cordes pincées pourvu d'un long manche. La mandorle porte l'inscription HIC TONUS ORDITUR MODULAMINA MUSICA PRIMUS. Le deuxième personnage, plus abîmé, est une jeune femme. Elle se tient debout, les genoux légèrement fléchis, la tête inclinée vers le bas. Elle tient une petite cymbale reliée par une cordelette à une poche à sa ceinture. Elle symbolise le deuxième ton. La mandorle porte l'inscription SUBSEQUITUR PTONGUS NUMERO VEL LEGE SECONDUS. Le troisième personnage est un homme barbu, avec des cheveux long. Il représente le troisième ton. Il est assis sur un siège ouvragé et joue d'un instrument à 6 cordes. La mandorle porte l'inscription TERTIUS IMPINGIT CHRISTUMQUE RESURGERE FINGIT. Le quatrième ton est représenté par un homme moustachu au cheveux courts et plus âgé que les trois autres. Il porte sur l'épaule droite un carillon de trois cloches et tient une quatrième dans sa main droite. Une cinquième, accrochée à son bras, pend au niveau du coude gauche. Il s'agit du tintinabulum des morts utilisé pour inviter l'ensemble de la communauté à la prière pour les morts. La mandorle porte l'inscription SUCCEDIT QUARTUSSIMULANS IN CARMINE PLANCTUS.
Soggetto rappresentato
groupe de figures (allégorie, musique, ?, homme, jeune femme, musicien, instrument à cordes, cymbale, cloche)
Informazioni su questa opera
L'opera intitolata « Chapiteau dit des 'quatre premiers tons du plain-chant' » è conservata al musée d'Art et d'Archéologie. Questo pezzo figura nella base Joconde del ministero della Cultura, che censisce le opere dei musei di Francia.
Tecnica e materiali
Quest'opera appartiene al settore: sculpture, médiéval. È stata realizzata con i seguenti materiali e tecniche: calcaire, taille directe. Il suo periodo di creazione è identificato come: XII secolo.
Il museo conservatore
Il musée d'Art et d'Archéologie conserva quest'opera nelle sue collezioni. In quanto museo con l'etichetta « Musée de France », l'istituto si impegna a preservare e valorizzare i pezzi che gli sono affidati.
Fonti dei dati
Le informazioni relative a quest'opera provengono dalla base Joconde del ministero della Cultura, diffusa su data.culture.gouv.fr sotto Licenza Aperta v2.0 (Etalab).
Informazioni su quest'opera
Chapiteau dit des 'quatre premiers tons du plain-chant' est conservée au musée d'Art et d'Archéologie dans le domaine sculpture, médiéval. L'oeuvre a été exécutée en calcaire, taille directe. Cette pièce mesure Hauteur en cm 85 ; Longueur en cm - ; Profondeur en cm 80. Le thème de l'oeuvre est : groupe de figures (allégorie, musique, ?, homme, jeune femme, musicien, instrument à cordes, cymbale, cloche). Elle est datée de la 12e siècle.
Contesto di creazione
La 12e siècle offre à le terreau fertile pour concevoir Chapiteau dit des 'quatre premiers tons du plain-chant'. Cette œuvre, désormais joyau du musée d'Art et d'Archéologie, est le fruit d'un dialogue constant entre l'artiste et les idées de son siècle. Le contexte de création confère à la pièce une dimension historique qui enrichit considérablement sa lecture.
Vedi anche
Tecnica
Sfera
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Domande frequenti
Tutto quello che devi sapere
L'opera « :titolo » è conservata al :museo, un istituto con il riconoscimento « Museo di Francia ». Questo marchio garantisce la qualità della conservazione delle collezioni e la loro accessibilità al pubblico.
quest'opera è attribuita a :autore secondo il database Joconde del Ministero della Cultura. Consultate la scheda dell'artista su DellArte per scoprire il suo percorso, le sue altre opere e i musei che conservano le sue creazioni.
I dati provengono dal database Joconde del Ministero della Cultura (data.culture.gouv.fr), diffusi sotto Licenza Aperta v2.0 (Etalab). Le schede sono compilate dai musei conservatori e convalidate dal Servizio dei musei di Francia.
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