La diseuse de bonne aventure
Scuola : France
Soggetto rappresentato
scène (femme : Gitan, chiromancie, bijou, main, châle, ville : Rome, basilique, dôme)
Informazioni su questa opera
L'opera intitolata « La diseuse de bonne aventure », attribuita a Schnetz Jean-Victor (1787-1870), è conservata al musée d'art Roger-Quillot. Questo pezzo figura nella base Joconde del ministero della Cultura, che censisce le opere dei musei di Francia.
Tecnica e materiali
Quest'opera appartiene al settore: beaux-arts, peinture. È stata realizzata con i seguenti materiali e tecniche: toile, peinture à l'huile. Il suo periodo di creazione è identificato come: 1o quarto XIX secolo.
Il museo conservatore
« La diseuse de bonne aventure » è conservata al musée d'art Roger-Quillot, un istituto con l'etichetta « Musée de France ». Questa etichetta garantisce che le collezioni sono oggetto di una gestione rigorosa in materia di conservazione, inventario e accessibilità al pubblico.
Fonti dei dati
Le informazioni relative a quest'opera provengono dalla base Joconde del ministero della Cultura, diffusa su data.culture.gouv.fr sotto Licenza Aperta v2.0 (Etalab).
Informazioni su quest'opera
Schnetz Jean-Victor (1787-1870) est l'auteur de La diseuse de bonne aventure, oeuvre conservée au musée d'art Roger-Quillot. Schnetz Jean-Victor (1787-1870) a utilisé ici toile, peinture à l'huile. Dimensions de l'oeuvre : H. 74,3 cm ; l. 62,4 cm (100,3 x 87,2 x 10 cm avec cadre). Elle figure : scène (femme : Gitan, chiromancie, bijou, main, châle, ville : Rome, basilique, dôme). L'oeuvre date de la 1er quart 19e siècle. Note sur cette oeuvre : Versailles, 1787 ; Paris, 1870 ; Issu d'une famille d'origine suisse, Jean-Victor Schnetz fut d'abord admis dans l'atelier de Régnault, puis dans celui de David à partir de 1812. Malgré des qualités de coloriste et un goût pour les sujets tirés du quotidien qui l'éloignait des principes du néoclassicisme, il voua à son maître une véritable vénération. Après plusieurs échecs au concours du Grand Prix de Rome, Schnetz entreprit le voyage d'Italie. A Rome, il côtoya Granet, Géricault. Il fut aussi l'un des hôtes les plus assidus du Salon tenu à Rome par Madame Récamier en 1824. La vie authentique des paysans des environs de Rome fut une source d'inspiration inépuisable pour le jeune artiste. Ses envois au Salon entre 1819 et 1824 rencontrèrent un vif succès à Paris, au point que Stendhal le considéra comme l'un des espoirs les plus prometteurs de la peinture française, explorant une voie alternative entre néo-classicisme essoufflé et les outrances du romantisme naissant. En 1831, Schnetz rentra en France. De nombreuses commandes publiques destinées aux églises de Paris et aux grands programmes décoratifs de la monarchie de juillet consacrèrent son talent. Il fut élu membre de l'Institut en 1837. L'académie des Beaux-Arts lui offrit le poste de directeur de la Villa Médicis de 1841 à 1846. Fait unique dans l'histoire de l'académie de France à Rome, il obtint un second mandat de 1853 à 1866.
Contesto di creazione
Le moment historique de la 1er quart 19e siècle éclaire la démarche de Schnetz Jean-Victor (1787-1870) lorsqu'il crée La diseuse de bonne aventure. Cette réalisation, préservée au musée d'art Roger-Quillot, contient les résonances d'un milieu artistique en pleine mutation, où tradition et modernité s'entrechoquent pour produire des œuvres d'une grande originalité.
Vedi anche
Tecnica
Sfera
Pagine correlate
Domande frequenti
Tutto quello che devi sapere
L'opera « :titolo » è conservata al :museo, un istituto con il riconoscimento « Museo di Francia ». Questo marchio garantisce la qualità della conservazione delle collezioni e la loro accessibilità al pubblico.
quest'opera è attribuita a :autore secondo il database Joconde del Ministero della Cultura. Consultate la scheda dell'artista su DellArte per scoprire il suo percorso, le sue altre opere e i musei che conservano le sue creazioni.
I dati provengono dal database Joconde del Ministero della Cultura (data.culture.gouv.fr), diffusi sotto Licenza Aperta v2.0 (Etalab). Le schede sono compilate dai musei conservatori e convalidate dal Servizio dei musei di Francia.
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