Opera senza titolo
Descrizione
L'inscription ornait vraisemblablement un monument funéraire, puisqu'elle fut élevée par le dédicant lui-même pour lui-même et pour les siens (1). Ce personnage, citoyen romain puisqu'il était de condition libre et inscrit dans la tribu Voltinia qui était celle de Toulouse, faisait partie de l'aristocratie locale et avait exercé plusieurs magistratures dans la cité. Il avait commencé par un poste de questeur (2). La nature de ce poste était précisée par le complément qui suivait la préposition ad et qui a disparu de la pierre mutilée à cet endroit. Il faut songer à une formule du type quaestor ad aerarium ou ad pecuniam publicam (3). La précision prouve en tout cas qu'il existait différents types de questure dans le cursus municipal de Toulouse. Après la questure, le notable obtint le quattuorvirat, magistrature suprême dans une cité qui, comme Toulouse, avait été à l'origine une colonie de droit latin (4). 1. On peut imaginer aux dernières lettres de l'inscription soit l'énumération de parents du magistrat soit une formule stéréotypée du genre sibi et suis posterisque eorum. 2. Dans la lacune du texte avant la questure figuraient le nom du magistrat et, peut-être, la mention d'une première questure ou d'un sacerdoce. 3. Ces différentes formes de questure sont attestées très souvent dans les villes italiennes, mais, généralement, le déterminant est au génitif : quaestor aerarii (CIL, V, 2785, 4444, 6519, CIL, X, 7954, etc.), quaestor pecuniae publicae (CIL, V, 33, CIL, IX, 1168, 2355, 5455, CIL, X, 1216, 7211, etc.). On recense un quaestor ad aerarium à Lucques (CIL, XI, 1526). Plusieurs questeurs des cités italiennes portent également le titre de quaestor alimentorum (CIL, V, 8868, 4384, CIL, IX, 5849, 4976, CIL, X, 1208, 5928, etc.). Mais cette fonction était liée à l'institution des alimenta par Trajan, institution limitée à l'Italie. Il est donc peu probable que le questeur toulousain ait pu être quaestor ad alimenta. 4. Les colonies de droit latin étaient administrées par des quattuor viri et les colonies de droit romain par des duoviri. Quand une colonie de droit latin obtenait le droit romain, ce qui fut le cas de Toulouse, elle conservait ses quattuoviri. [Robert Sablayrolles, dans Palladia Tolosa, 1988]
Informazioni su questa opera
L'opera intitolata « Quest'opera » è conservata al musée Saint-Raymond. Registrata nella base Joconde, quest'opera partecipa al patrimonio artistico nazionale conservato nei musei certificati.
Tecnica e materiali
Quest'opera appartiene al settore: archéologie, épigraphie, romain, croyances - coutumes. È stata realizzata con i seguenti materiali e tecniche: marbre. Il suo periodo di creazione è identificato come: 1er siècle;II secolo.
Il museo conservatore
« Quest'opera » è conservata al musée Saint-Raymond, un istituto con l'etichetta « Musée de France ». Questa etichetta garantisce che le collezioni sono oggetto di una gestione rigorosa in materia di conservazione, inventario e accessibilità al pubblico.
Fonti dei dati
Le informazioni relative a quest'opera provengono dalla base Joconde del ministero della Cultura, diffusa su data.culture.gouv.fr sotto Licenza Aperta v2.0 (Etalab).
Informazioni su quest'opera
La technique employée est : marbre. Les dimensions de l'oeuvre sont : Hauteur en cm 32 ; Longueur en cm 49 ; Epaisseur en cm 5. L'oeuvre appartient à la 1er siècle;2e siècle.
Contesto di creazione
conçoit dans un environnement artistique façonné par la 1er siècle;2e siècle. Cette pièce, conservée au musée Saint-Raymond, porte l'empreinte des débats esthétiques et des innovations techniques qui animent alors la scène culturelle. Comprendre ce contexte permet d'apprécier pleinement la portée de l'œuvre.
Vedi anche
Tecnica
Pagine correlate
Domande frequenti
Tutto quello che devi sapere
L'opera « :titolo » è conservata al :museo, un istituto con il riconoscimento « Museo di Francia ». Questo marchio garantisce la qualità della conservazione delle collezioni e la loro accessibilità al pubblico.
quest'opera è attribuita a :autore secondo il database Joconde del Ministero della Cultura. Consultate la scheda dell'artista su DellArte per scoprire il suo percorso, le sue altre opere e i musei che conservano le sue creazioni.
I dati provengono dal database Joconde del Ministero della Cultura (data.culture.gouv.fr), diffusi sotto Licenza Aperta v2.0 (Etalab). Le schede sono compilate dai musei conservatori e convalidate dal Servizio dei musei di Francia.
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